Gruppo Scout A.G.E.S.C.I. Cassina 1°

PEG ’11-’14

PROGETTO EDUCATIVO DI GRUPPO 2011/2014

1. EDUCARE ALLE SCELTE CONSAPEVOLI

La Comunità Capi ha osservato che i ragazzi fanno fatica ad individuare in se stessi ciò che veramente sta loro a cuore nei diversi ambiti, a breve e lunga scadenza, e puntare in alto per realizzare i propri sogni. Tutto ciò si riflette sulla fatica dei ragazzi a intraprendere significative scelte valoriali chiare e consapevoli e a tradurle in azioni.

Da questa analisi abbiamo deciso di porci l’obiettivo di educare i ragazzi, secondo il nostro modello educativo che ha come riferimento le scelte dell’Uomo e della Donna della Partenza, ad individuare la propria strada ed a renderla concreta. Traguardo finale sarà quindi l’autonomia ed il protagonismo del ragazzo nel compiere consapevolmente le proprie scelte e portarle avanti in modo responsabile. Tale obiettivo si specifica in tre fasi graduali:

  1.  La scoperta dei propri sogni e dei bisogni della realtà circostante, affinché il ragazzo impari ad individuare qualcosa per cui lui stesso sia disposto a spendersi e a giocarsi in prima persona, che lo conduca alla propria felicità e alla costruzione del bene comune.
  2. La progettazione creativa di un percorso che conduca al raggiungimento della meta scelta, attraverso la valorizzazione dei propri talenti e delle risorse a disposizione.
  3. La realizzazione del proprio progetto traducendo desideri e intenti in un’azione concreta che modifichi la realtà circostante in modo attivo, responsabile e coerente con le proprie scelte.

2. SENTIRSI PARTE DI UN TUTTO

Una specificità del nostro modello educativo è quella di vivere attivamente la partecipazione alle diverse dimensioni in cui il ragazzo è inserito: a partire dalle dimensioni più vicine a lui (Branco, Squadriglia, Reparto, Noviziato, Clan, Scuola, Famiglia, Oratorio…) per arrivare a quelle più estese (Gruppo Scout, Comunità Pastorale, associazioni movimenti ed istituzioni del territorio, il nostro Movimento[1]). È proprio in queste dimensioni esterne che abbiamo notato la difficoltà dei ragazzi a sentirsi coinvolti e parte attiva.

Educare all’appartenenza e alla cittadinanza attiva significa portare i ragazzi a sentirsi protagonisti di una realtà, presenti ed attivi su di essa, gustandone la fratellanza, osservandone le situazioni e i bisogni nelle persone che la vivono e sporcandosi le mani per migliorarla.

La dimensione comunitaria vissuta attraverso lo scoutismo è un luogo educativo in cui sperimentare l’essere appartenenti ad un territorio perchè il ragazzo traduca questo stile nella sua vita quotidiana e nei luoghi in cui vive.

Per raggiungere questo obbiettivo riteniamo necessario guidare i ragazzi attraverso 3 momenti:

  1.  Conoscenza del territorio (cosa c’è intorno a me, come è fatto, chi lo vive…)
  2.  Consapevolezza del contributo che ciascuno può dare.
  3.  Azione concreta e responsabile su di esso.

Riteniamo infine che un segno di appartenenza sia anche l’attenzione da parte di ciascuno alla cura e alla responsabilità verso il materiale e gli spazi che abbiamo a disposizione, anche in seguito all’episodio delle sedi che vogliamo diventi occasione costruttiva di crescita.

3. AVERE CRISTO COME ESEMPIO

Emerge dall’osservazione dei ragazzi la difficoltà a vivere la celebrazione, la preghiera, i sacramenti, la relazione e la condivisione con i fratelli ed il servizio al prossimo alla luce del messaggio e della vita di Gesù Cristo. Ne consegue il bisogno (ad oggi molto esplicito nei giovani e nelle giovani del Clan/Fuoco) di comprendere dove risiede il vero significato della relazione con Dio e della autentica vita cristiana.

Nasce da qui l’obiettivo di educare i ragazzi a vivere la propria vita come una chiamata a partecipare alla gioiosa costruzione sulla terra del Regno dei Cieli.

Tale obiettivo si articola di tre importanti passaggi:

  1.  Concretezza: si tratta quindi di aiutare i ragazzi a sperimentare la concretezza della presenza di Gesù in mezzo a noi, affinchè l’essere cristiano non resti limitato a parole, pensieri o forme esteriori, ma si traduca in vissuti ed azioni che possano cambiare prima di tutto se’ stessi e poi la realtà che ci circonda. Vorremmo che il messaggio di Amore di Gesù venga sempre più conosciuto nella sua semplicità e vissuto concretamente nella vita personale, comunitaria  e nel servizio al prossimo.
  2.  Quotidianità: si tratta di aiutare i ragazzi a sentire “la mano di Dio sulla propria spalla” attimo dopo attimo perchè le piccole scelte di ogni giorno, come tasselli di un mosaico, creino il bellissimo disegno che Dio ha in mente per ciascuno di noi. Vogliamo che i nostri ragazzi sentano di essere matite nelle mani di Dio, capaci di tracciare progetti e relazioni cristiane in ciascuna realtà in cui vivono (la famiglia, la scuola, il lavoro, gli amici…).
  3.  Fede come motore delle scelte: il sentirsi amati come Figli da un Dio Padre dà la forza di vivere le piccole e grandi scelte della vita nella coerenza e come testimonianza. Se la fede riesce ad accendere in ciascuno di noi una fiamma viva, saremo capaci di infiammare il mondo, non tanto con idee, sentimenti, parole e neppure semplicemente con azioni, ma con scelte consapevoli che guidano la propria vita verso una meta sicura.


[1] a partire dai vari livelli della nostra Associazione (Zona, Regione, Nazionale), ma anche altre Associazioni come CNGEI e FSE, in particolare nei Gruppi a noi vicini sul territorio.

Comments are closed.